Internet sconosciuta ai politici italiani

Giugno 27th, 2008

Tra internet e i politici italiani forse ci può essere amore, ma, almeno fino a oggi, non comprensione. Lo dimostra un’analisi del modo con cui è stata usata la rete in questa campagna elettorale che ha preso in considerazione alcuni aspetti della campagna elettorale su internet dei cinque partiti o coalizioni principali (il Popolo della Libertà, il Partito Democratico - Italia dei Valori, la Sinistra Arcobaleno, l’Udc e la Destra).

In particolare abbiamo preso in esame l’organizzazione dei siti internet e la loro capacità di essere centro di dialogo e interazione con gli elettori, confrontandoli con quanto sta succedendo nella campagna delle primarie americane. Inoltre sotto la nostra lente è finito l’uso di YouTube .

Quello che abbiamo trovato è che manca ancora una comprensione diffusa di come funzionino i meccanismi di comunicazione attraverso la rete. Una conclusione che collima con quanto pensano gli esperti di comunicazione politica, per i quali la campagna italiana si sta incentrando soprattutto sulla televisione e anche quando riesce a far breccia nel web manca di un ingrediente essenziale: “la bidirezionalità”, cioè la capacità di interagire e dialogare con il popolo della rete.

Infine abbiamo anche dato un’occhiata alla popolarità dei politici in rete. Il risultato? Senza troppe sorprese una spanna sopra tutti è Beppe Grillo. Sarà solo un comico, ma sa bene come usare internet per fare politica.

Sabato 28 giugno a Venezia cronisti in piazza

Giugno 26th, 2008

Dei 18 articoli del Disegno di legge sulla tutela della privacy solo il 17° riguarda veramente nuove norme sulla riservatezza dei dati. Tutti gli altri sono stati pensati per impedire ai giornalisti di scrivere. Il tutto in una
forma che va a colpire il diritto dei cittadini di essere informati e il nostro diritto di informare in quanto giornalisti.
E state attenti: giornalisti di tutti i tipi saranno imbavagliati: giudiziaristi che non scriveranno più nulla, neristi che non potranno scrivere nemmeno più di arresti o confessioni (atti giudiziari), colleghi di bianca che non dovranno disturbare gli amministratori, dato che ogni problema (esposti, notifiche ecc) che sia oggetto d’indagine non potrà più essere trattato.
Con un panorama del genere si può ancora parlare d’informazione?
Per questo come Gruppo cronisti veneti, assieme a Associazione giornalisti del Veneto, Unione nazionale cronisti italiani e Federazione nazionale della stampa italiana abbiamo organizzato
Sabato, alle 9 a Rialto, Venezia (di fronte al tribunale, fermata Linea 1 Mercato Rialto)
la prima risposta a livello nazionale per dire “No ai bavagli, sì al diritto d’informazione” e per spiegare ai cittadini i pericoli nascosti in questo disegno di legge per il futuro della libertà di stampa e della democrazia.
Concluderemo alle 11 in piazza San Marco.
Al nostro fianco ci saranno i rappresentanti di Unci, Fnsi e Ordine.
Riguarda tutti, partecipiamo tutti, nessuno escluso.

Puoi leggere i 18 articoli e l’analisi sul nostro sito:
www.cronistiveneti.splinder.com

Una svolta a metà

Giugno 22nd, 2008

LA FINANZIARIA DI TREMONTI

di Francesco Giavazzi

I provvedimenti economici approvati ieri dal Governo affrontano problemi di metodo e di sostanza. Sul metodo Giulio Tremonti realizza ciò che ogni ministro del Tesoro ha sognato, ma nessuno è mai riuscito a realizzare. Se i decreti e i disegni di legge varati ieri saranno effettivamente approvati dal Parlamento entro la fine di luglio — come dovrebbe avvenire essendo documenti collegati al Dpef che deve essere approvato entro il 30 luglio — la legge finanziaria che il Governo presenterà alle Camere il 27 settembre potrà essere votata entro il 20 ottobre, con tempi simili a quelli del Parlamento di Londra. Camera e Senato guadagneranno due mesi di attività legislativa, da ottobre a Natale, in passato perduti nell’estenuante discussione di migliaia di emendamenti alla legge di bilancio e ai suoi «collegati ».
La sostanza dei provvedimenti è invece di qualità alterna. Giulio Tremonti ha abbandonato le sue battaglie europee contro il Patto di stabilità e mantiene l’impegno di Prodi a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011, anche in un momento di forte rallentamento dell’economia. Dal precedente governo eredita il disegno di legge Lanzillotta per la liberalizzazione e l’apertura ai privati dei servizi pubblici locali. Ottime anche l’eliminazione del trattamento fiscale preferenziale per le stock options, le misure sui dipendenti pubblici predisposte dal ministro Brunetta (alcune introdotte per decreto, altre attraverso una legge delega), la trasformazione delle università in fondazioni (speriamo a questo punto libere di stabilire il livello delle tasse universitarie), l’eliminazione dei vincoli di legge che impedivano la privatizzazione di Tirrenia (speriamo che questo impegno valga anche per Fincantieri la cui privatizzazione è bloccata dal veto dei sindacati), la chiusura dell’inutile fondazione Iri e il trasferimento del suo patrimonio all’Istituto Italiano di Tecnologia.
Ma dopo settimane di propaganda sulla cosiddetta Robin Hood Tax, l’innalzamento dal 27 al 33 per cento dell’aliquota sui profitti delle società petrolifere (pur accompagnata dalla patrimoniale imposta tramite una diversa regola per la contabilizzazione delle scorte di petrolio) non mi sembra meritasse tanto clamore. Rimane lo sconsiderato progetto di creare una Banca del Sud: si dice che sarà privata ma la si crea tramite un decreto ministeriale e con una dote di 5 milioni di denaro pubblico. I privati che vogliono creare una banca di solito si rivolgono alla Banca d’Italia per ottenerne l’autorizzazione, non al Governo per ottenere fondi pubblici.

Ma soprattutto si fa fatica a intravedere in questi provvedimenti una strategia a lungo periodo. Durante il precedente Governo Berlusconi la spesa pubblica aumentò, rispetto al Pil, di due punti. Prodi coprì quelle spese aumentando di due punti la pressione fiscale. Il nuovo piano triennale sulle spese non crea spazi per una riduzione delle imposte e prevede che la pressione fiscale rimanga sostanzialmente invariata, a un livello che è oggi tra i più elevati d’Europa. Il taglio delle tasse è rimandato ai provvedimenti sul federalismo annunciati per l’autunno, ma come vi si farà fronte? A meno che Tremonti non pensi di accogliere il suggerimento implicito del governatore della Banca d’Italia di ridurre in modo radicale i trasferimenti alle regioni del Mezzogiorno che oggi valgono circa tre punti di Pil.

20 giugno 2008

da il corriere della sera.it

AGLI ITALIANI NON PIACE LA LIBERTA’ DI STAMPA

Giugno 22nd, 2008


Il sondaggio è della SWG di Trieste per Radio24. Argomento le intercettazioni, ma in conseguenza anche la libertà di stampa. E i risultati sono di quelli che invitano a riflettere: dovendo scegliere tra sicurezza, libertà di stampa e privacy, solo il 21 per cento sceglie la libertà di stampa e appena l’8% la privacy. Inoltre il 50% degli intervistati è d’accordo con l’ipotesi di prevedere fino a tre anni di carcere per chi pubblica le intercettazioni. Fortuna che il 76% è d’accordo di punire ancor più severamente i pubblici ufficiali che violano il segreto istruttorio diffondendole e quindi, implicitamente, non dà solo la colpa ai giornalisti!
Infine, ma non ultimo, il dato riferito alle intercettazioni: il 91 per cento le ritiene uno strumento utile per tutelare la sicurezza del Paese, il 90% ritiene che siano utili per contrastare la corruzione.
Che dire? Intanto che è assolutamente necessario per noi giornalisti informare di più e meglio l’opinione pubblica su tutti gli aspetti del disegno di legge e in particolare proprio su quelli relativi agli abusi. L’opinione pubblica deve sapere che con la nuova normativa si impedirebbe la pubblicità delle inchieste sine die, che in tal modo verrebbe scalfito anche il diritto alla difesa delle persone indagate, che verrebbe impedita la pubblicità del processo con tutti i pericoli che ciò comporterebbe.
La mobilitazione della categoria e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sono quindi più che mai necessarie in nome di quelle regole del vivere democratico che sempre più si tenta di comprimere.

Un’ultima considerazione a proposito di privacy. Dopo la retata a Wall Street seguita alle indagini sui mutui subprime, abbiamo visto in televisione le immagini di manager e colletti bianchi in manette, abbiamo visto i loro primi piani, abbiamo sentito i loro nomi. Nessuno sembra abbia protestato. Eppure gli States sono la patria del diritto alla privacy. Evidentemente l’interesse pubblico è ritenuto superiore, e così la libertà di immagine e di stampa.(gp)

Cgia Mestre rivede i dati Istat: la pressione fiscale «reale» in Italia è del 50%

Giugno 22nd, 2008

L’associazione artigiani ha «stornato» il sommerso economico. «Chi è noto al fisco subisce prelievo ben maggiore del 42,1%»

VENEZIA - Secondo una stima della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre, nel 2006 la pressione fiscale «reale» che pesava sui contribuenti italiani era del 50%. Circa 8 punti in più del dato ufficiale dichiarato dall’Istat, 42,1%, sempre nel 2006. «L’Istat non ha sbagliato a fare i conti», sottolineano gli artigiani di Mestre. Ma la Cgia ha voluto «stornare» dalla ricchezza prodotta in Italia la quota addebitabile al sommerso, calcolando la pressione fiscale sul Pil reale. L’Istat infatti non fa altro che applicare le disposizioni previste dall’Eurostat (Istituto europeo di statistica) - precisa la Cgia - che stabilisce che i sistemi di contabilità nazionale di tutti i Paesi dell’Unione devono includere nel conteggio del Pil Nazionale anche l’economia non osservata.

ECONOMIA SOMMERSA - Ovvero il sommerso economico, che in Italia l’Istat ha stimato tra i 226,6 e i 249,9 miliardi di euro (ultimo dato disponibile riferito al 2006). In sostanza il nostro Pil nazionale (che nel 2006 è stato pari a 1.479.981 milioni di euro) include anche la cifra imputabile all’economia sommersa stimata annualmente dall’Istat. Ricordando che la pressione fiscale è data dal rapporto tra le entrate fiscali e il Pil prodotto in un anno, nel 2006 la pressione ha toccato il 42,1%. La Cgia ha invece «stornato» il sommerso, e facendo questa «operazione verità» di fatto il Pil diminuisce (quindi anche il denominatore) e pertanto aumenta il risultato del rapporto, ovvero la pressione fiscale». Ebbene, secondo la stima della Cgia nel 2006 la pressione fiscale «reale» ha oscillato tra il 49,7% e il 50,7%.

SPREMUTI DAL FISCO - «Nonostante la prudenza con la quale vanno usati questi dati - sottolinea il segretario Giuseppe Bortolussi - i risultati dimostrano che chi in Italia è conosciuto dal fisco subisce un prelievo fiscale ben superiore al dato statistico ufficiale. Per questo è assolutamente improrogabile una seria lotta conto il lavoro nero e l’abusivismo. Aumentando la platea dei contribuenti potremo così ridurre imposte e contributi a chi oggi ne paga più del dovuto».

E il Cavaliere vuole la comunione: “Il Vaticano non cambia le regole?”

Giugno 22nd, 2008

Berlusconi si rivolge al vescovo:
«Sacramento anche ai divorziati»
Il religioso replica: «Lei che può,
si rivolga a chi è più in alto di me»
PORTO ROTONDO
A Silvio Berlusconi è interdetto il Sacramento della Comunione a causa del divorzio dalla prima moglie, sposata in Chiesa. Ma il premier soffre questo divieto.

Così, oggi al Vescovo sardo di Tempio, Sebastiano Sanguinetti, sollecita un cambio di regole da parte della Chiesa Cattolica. «Eccelenza - perché non cambiate le regole per noi separati e ci permettete di fare la comunione?» ha chiesto il presidente del Consiglio al presule, quando gli si è presentato davanti per offrirgli l’ostia, durante la messa per l’inaugurazione del nuovo campanile della chiesa di San Lorenzo a Porto Rotondo.

Il presidente del Consiglio, infatti, ha rifiutato cortesemente l’ostia e si è sentito rispondere dal vescovo: «Lei che ha potere si rivolga a chi è più in alto di me». Alla fine della cerimonia Silvio Berlusconi ha passeggiato per pochi minuti per le vie del paesino prima di tornare a Villa Certosa. Il premier era oggi a Porto Rotondo per presenziare alla cerimonia di inaugurazione della nuova torre campanaria della chiesa di San Lorenzo. I giornalisti sono relegati lontano dalla prima fila, dove il presidente del Consiglio si siede tra due signore, Roberta Alemagna, moglie del conte Donà delle Rose, e Marilena Barilla.

E per resistere al gran caldo, Berlusconi a un certo punto si ripara sotto un cappello tipo “panama”, un inedito tra i tanti copricapi sfoggiati dal Cavaliere. E, già nel suo breve discorso, segna la distanza che sembra separarlo dalle fibrillazioni che scuotono gli ambienti politici dopo il suo affondo di ieri contro una parte della magistratura. «La scelta della giornata di oggi per questa cerimonia è giusta - dice - perchè è il solstizio d’estate. È una giornata di festa e di augurio. Un augurio che va soprattutto ai giovani. La tradizione vuole, infatti, che le ragazze mettessero fuori dalle finestre dei fiori e due cardi e in base alla posizione dei cardi sceglievano il marito». Per il premier, in questo primo gioprno d’estate, gli italiani «hanno bisogno di serenità e di pensare a un futuro di benessere».

Pesca, consiglio comunale spaccato

Giugno 17th, 2008

CHIOGGIA Divergenze e polemiche all’assemblea straordinaria convocata per l’esame dei problemi del settore
L’opposizione propone provvedimenti immediati, la maggioranza solo dopo l’assestamento di bilancio
Chioggia


La conclusione peggiore possibile: un Consiglio comunale che si spacca al momento di votare un ordine del giorno di solidarietà ai pescatori e questi che ormai alle due di ieri mattina che se ne vanno gridando rivolti agli amministratori “vergognatevi, vergognatevi”. Eppure le premesse della seduta avevano fatto presagire tutt’altra conclusione. Due ordini del giorno, in pratica uno fotocopia dell’altro presentati rispettivamente dalla maggioranza e dalla minoranza. L’unica differenza, al di là delle espressioni di vicinanza, solidarietà e quant’altro, la richiesta avanzata per la minoranza da Lucio Tiozzo di un gesto concreto ed immediato, “qualcosa da mettere sul piatto per dimostrare che il Comune di Chioggia con i limiti imposti dal bilancio fa qualcosa per i pescatori in difficoltà. Per le famiglie degli uomini di bordo in primo luogo e per le imprese: 300mila euro, 100 subito il resto più avanti”. Sul punto dopo gli interventi dei rappresentanti delle associazioni di categoria (Enzo Fornaro per Federcoopesca, Renzo Zennaro per Agci pesca, Denis Padoan per Lega pesca e Roberto Penzo per Federpesca) del citato Lucio Tiozzo e di Massimiliano Tiozzo, autore dell’odg della maggioranza c’è stata la richiesta della “sosta breve”, in realtà ben più che un’ora per cercare una possibile saldatura tra i due documenti.

Al ritorno in aula la distanza tra le due posizioni si è radicalizzata. La maggioranza, lo ha dichiarato il sindaco Romano Tiozzo, è disponibile ad interventi da collocare comunque dopo l’assestamento di bilancio, quindi fra tre-quattro mesi. “Nel frattempo possiamo essere anche morti”, come imprese s’intende, hanno sostenuto i pescatori. Dunque: il Comune s’impegna a “costituire uno specifico fondo a sostegno della pesca nell’attuale congiuntura economica, di sostenere le iniziative già programmate, in particolar modo l’incontro con gli altri ministri europei del 17 giugno”. Ancora: “di istituire un apposito stanziamento in sede di assestamento di bilancio compatibile con le esigenze di equilibrio attivando contestualmente analoga iniziativa della Provincia e della Regione”. E infine: “Il Fondo emergenza e promozione del settore della pesca sarà impiegato per azioni di sostegno, progetti di ricerca, aiuto all’imprenditoria giovanile, garanzia per l’innovazione tecnologica, sicurezza in mare, realizzazione di opere infrastrutturali e sarà programmato in collaborazione con gli operatori. Da integrare le risorse della Fondazione pesca con un adeguato stanziamento finalizzato”.

La minoranza ha votato il proprio odg e non ha partecipato al voto per quello della maggioranza approvato con 18 voti ed un astenuto. Impossibile per il capogruppo Fi, Mantovan, prendere ora in considerazione la priorità della pesca, il bilancio (anche perché i 2,5 milioni dell’Ici sui terreni per ora non sono entrati) non lo consente. Così Chioggia si è distinta da Provincia e Regione dove i provvedimenti sono stati assunti all’unanimità. Chiusa la seduta c’è stato qualche trambusto subito sedato.

tratto da “Il Gazzettino” autore Giorgio Boscolo

Creato a Chioggia un fondo di sostegno per la pesca

Giugno 17th, 2008

Un fondo di 50 mila euro a sostegno della pesca

Un fondo di 50 mila euro a sostegno della pesca, la giunta comunale di Chioggia ha deciso di costituire un primo fondo da assegnare alla Fondazione della Pesca finalizzato a sostenere le iniziative programmate dalla marineria clodiense in accordo con gli organismi associativi e con gli operatori.

Altri 50 mila euro verranno recuperati dal bilancio della Fondazione della Pesca che all’art 3 del proprio statuto prevede la possibilità di incoraggiare, promuovere e sostenere ogni iniziativa di valore economico, sociale e scientifico, anche a favore di enti e persone operanti nel settore della pesca e delle attività ad esse connesse.

«L’amministrazione vuole lanciare un segnale fortissimo nei confronti della nostra marineria in difficoltà con un gesto di sostegno economico alla categoria e di assunzione di responsabilità – spiega il sindaco Romano Tiozzo – i 100 mila euro per i primi interventi non vogliono essere un semplice gesto assistenzialistico, ma una risposta contingente ad una situazione di difficoltà. Tale gesto è legato infatti ad un impegno più vasto di intervento strutturale nei confronti del mondo della pesca. E’ necessaria la solidarietà collettiva su contenuti condivisi. E’ la prima volta che in consiglio comunale vengono assunti impegni per finanziare programmi di rilancio del settore della pesca. L’attenzione dell’amministrazione sui settori economici si completa con questa iniziativa.»

Il provvedimento è stato adottato dando immediata esecuzione all’ordine del giorno approvato ieri sera in sede di Consiglio comunale.
Un ordine del giorno che chiede al Sindaco e alla Giunta di attivarsi da subito per affrontare la situazione emergenziale; di sostenere con determinazione in tutte le sedi istituzionali le proposte concertate ed in grado di rappresentare soluzioni reali alla odierna emergenza, di creare un tavolo di confronto permanente tra categorie economiche ed istituzioni per monitorare il tema della pesca non solo in regime di emergenza e di istituire un apposito stanziamento «Fondo emergenza e promozione del settore della pesca», programmato in collaborazione con gli operatori.

«Non è sulla entità economica che si deve valutare il provvedimento, ma sulla serietà dell’impegno preso di accompagnamento della categoria, attivando contestualmente iniziative consimili a livello provinciale e regionale . – commenta il neo assessore alla pesca Nicola Boscolo Pecchie – L’istanza portata avanti dai pescatori ha carattere mondiale. La scelta dell’amministrazione è quello di aver deliberato immediatamente dopo un ordine del giorno con un provvedimento strutturato per la prima volta a livello locale in materia economica verso il mondo della pesca».

La riunione della Fondazione della pesca è in programma per domenica 15 Giugno alle ore 9.00.

PASSERA’ ANCHE QUESTO !

Giugno 17th, 2008

Un nuovo provvedimento salvapremier (ci sono solo col Berlusca) che finirà ancora una volta sotto silenzio perchè l’abile macchina comunicativa del cavaliere che tutti credevano vinta in comunicazione dalle nuove idee veltroniane funziona, funziona eccome. Come si fa a far passare un provvedimento del genere?

Ecco la ricetta; si spara una palla gigantesca come quella del presidio dell’esercito sulle città, quasi fossimo un paese del terzo mondo, Ovvio reazione tutti ne parlano. Si fa un provvedimento “personalistico” e lo si fa passare come un provvedimento per tutti gli italiani, come se tutti gli italiani fossero impegolati in processi scomodi. Lo si propone in Consiglio dei Ministri (se non lo approvate vi sego le gambe) e il gioco è fatto!

Se ne parla per due giorni e poi l’agenda setting dei principali tg (elenco delle principali notizie) si sposterà altrove, su argomenti di maggiore interesse: europei di calcio, carabinieri che pattugliano le città e via dicendo.

Intanto in Sicilia sbanca la destra! E ci credo questo sistema di aggiustamento è linfa vitale per taluni personaggi e per talune culture di stato come quelle mafiose.

Al via l’emendamento blocca-processi. Stop al dibattimento Berlusconi-Mills

Giugno 17th, 2008
Il premier Berlusconi e il presidente del Senato Schifani
Opposizione attacca la maggioranza:
«Norma fatta per salvare il premier».
Berlusconi: «Legge per la collettività,
contro di me in azione pm di sinistra».
L’Anm: a rischio molti processi gravi

ROMA
La maggioranza accelera sulla norma “salvapremier”. I relatori del decreto sicurezza Carlo Vizzini e Filippo Berselli hanno presentato due emendamenti al provvedimento all’esame dell’aula del Senato, che potrebbero essere propedeutici ad una sospensione delle azioni giudiziarie che riguardano, tra gli altri, il presidente del Consiglio. I due testi, se approvati, aprirebbero di fatto la strada allo slittamento del processo milanese Berlusconi-Mills che vede coinvolto il presidente del Consiglio.

Gli emendamenti
Nel primo si interviene sulla formazione dei ruoli d’udienza, indicando quali sono i procedimenti di particolare urgenza per il tipo di reati che devono avere priorità rispetto agli altri. Nel secondo emendamento si prevede invece la sospensione degli altri processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 «che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado». La sospensione sarà immediata al momento dell’entrata in vigore della legge e durerà un anno. Il corso della prescrizione, durante la sospensione del procedimento o del processo penale, resta sospeso.

Berlusconi: «Contro di me toghe di sinistra»
Per Berlusconi l’emendamento è «un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti», scrive il premier in una lettera indirizzata al presidente del Senato Renato Schifani, aggiungendo per l’opposizione «non dovrebbe essere approvato solo perchè si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto». «I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria».

Pd e Italia dei valori: legge “salvapremier”
L’opposizione alza le barricate e parla ad una nuova legge “salvapremier”. L’alt arriva dal leader del Pd, Walter Veltroni: «In questi giorni si decide il futuro della legislatura. Se il Governo e la sua maggioranza continueranno con questo atteggiamento tenuto in queste settimane, cioè una sequenza di incidenti assolutamente eccessivi ed inaccettabili», ultimo il tentativo di «inserire surrettiziamente il lodo Schifani nel pacchetto sicurezza», sarà «a rischio il dialogo, tirerò le fila venerdì all’Assemblea». Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro annuncia «un’opposizione dura e senza sconti dentro e fuori il Parlamento» e aggiunge:«Come volevasi dimostrare anche questa volta Berlusconi ci riprova con le sue leggi ad personam. Evidentemente non aveva ancora finito di sistemare i suoi affari personali».

Casini: «Il governo ritiri l’emendamento»
Per il ministro ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia «l’emendamento presentato al Senato dai relatori del decreto sicurezza è l’ennesima norma ad personam che prevede una sospensione generalizzata di tutti i processi, cominciando da quelli che vedono imputato il premier». Il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, sostiene che «la riproposizione del lodo Schifani nel decreto sicurezza ci dimostra che è il Pdl che non vuole il dialogo». Anche da parte dell’opposizione di centro arrivano critiche alle proposte in Senato: «Io mi auguro -afferma il leader Udc Pier Ferdinando Casini- che il governo ritiri questi emendamenti, anche per non rompere quel clima di collaborazione istituzionale che si è ben avviata fra maggioranza e opposizione». L’Associazione nazionale magistrati boccia l’emendamento “salvapremier”: un intervento di cui «non si comprendono le finalità» e che comporterà «gravissime disfunzioni» al sistema, con il rinvio di «migliaia di processi, anche per fatti di rilevante gravità», e il rischio di «paralisi», ad esempio nelle cancellerie.